Avvocato Matrimonialista

La Violenza domestica ai tempi del Coronavirus – Un’emergenza da non sottovalutare

E’ molto probabile che il 2020 sarà un anno di cui difficilmente ci scorderemo…ci siamo ritrovati tutti, più o meno improvvisamente, a dover combattere una battaglia silenziosa ed estenuante contro un nemico invisibile e subdolo. E’ vero, ognuno di noi deve fare la sua parte e per poter uscire al più presto dall’ emergenza coronavirus l’unica cosa da fare sembrerebbe quella di restare a casa, al fine di scongiurare ogni potenziale pericolo proveniente dal mondo esterno. Ma rimanere chiusi nella propria abitazione con altri componenti del nucleo familiare, può davvero proteggere TUTTI da ogni male?!

Le tristi cronache di violenze intrafamiliari, a cui siamo avvezzi da ormai troppo tempo, inducono a ritenere che per le vittime abituali di tali reati, ossia donne e minori, l’obbligo di chiusura può comportare conseguenze particolarmente drammatiche.

I bambini del nuovo millennio ad esempio, sempre più abituati ad utilizzare strumenti tecnologici e restando sempre in casa, tenderebbero a connettersi con maggiore frequenza agevolando in tal modo le malevoli intenzioni degli adulti che (lavorando ora più che mai da remoto) avrebbero più occasioni di connettersi con essi, incrementando così l’utilizzo di materiale pedo-pornografico. 

Violenza sulle donne in aumento a seguito del lockdown 

Dall’altro lato ci sono poi le donne, costrette a convivere in modo ancor più assiduo con uomini violenti ed aggressivi, nei quali la rabbia può essere acuita dallo stress da “reclusione forzata” con conseguenze ancor più devastanti per le loro vittime. A segnalare in modo incisivo il problema è proprio l’Organizzazione Mondiale della Salute e della Sanità (OMS) mostrandoci gli ultimi dati che indicano come la prevalenza della violenza di genere sia in aumento durante l’emergenza del COVID-19 rispetto allo scorso anno.

Se consideriamo poi che il fenomeno del femminicidio risulta essere l’estrema conseguenza sempre più frequente dell’escalation di soprusi, non si può prescindere dal considerare queste situazioni come delle vere e proprie emergenze nell’emergenza.

Ad onor del vero risale ad una settimana fa circa la notizia del femminicidio della giovane Lorena Quaranta, avvenuto nella notte tra il 30 e il 31 Marzo 2020 in provincia di Messina. Ad ucciderla è stato il suo convivente, reo confesso, Antonio De Pace il quale  avrebbe riferito agli inquirenti di aver aggredito la donna perchè temeva gli avesse trasmesso il coronavirus (gli esami effettuati per la verifica del contagio, sia sull’indagato che sulla vittima, hanno peraltro evidenziato esito negativo).

Violenza domestica : denunce in calo ma potenziale aumento di casi

 

Nonostante ciò si sta registrando in questo periodo un netto calo di denunce in tal senso, rispetto al pre covid-19, che non fa certo ben sperare in una reale diminuzione di casi di violenze intrafamiliari. Al contrario molto probabilmente le vittime, oltre l’evidente aggravamento della loro situazione derivante dalle giustissime misure restrittive anti virus attuate dal Governo e tuttora in corso, potrebbero essere bloccate dal timore di non poter avere un’adeguata tutela immediata.

Per questo è necessario sottolineare che tutti gli strumenti disponibili in Italia a tutela delle vittime di violenza domestica, come gli ordini di protezione in ambito civile e le misure cautelari di allontanamento in ambito penale, fanno parte di quelle procedure indifferibili e urgenti per le quali i termini non sono sospesi e le udienze possono essere svolte, nonostante le limitazioni attuali sull’attività dei Tribunali.

Di conseguenza è fondamentale riuscire a prendere coscienza della propria condizione, non sottovalutare abusi fisici e/o psicologici subiti e non convincersi erroneamente che non ci sia una via d’uscita: la violenza è uno stato di necessità a tutti gli effetti, pertanto è assolutamente consentito uscire di casa per recarsi dalle forze dell’ordine e denunciare il proprio maltrattante (riferendo al partner di dover ad esempio andare al supermercato piuttosto che in farmacia).  

Chiedete aiuto anche attraverso il numero nazionale 1522 e le App dedicate come YouPol

E’ anche possibile chiedere e ricevere immediato aiuto contattando il numero nazionale anti violenza e stalking 1522 : è gratuito e attivo 24 ore su 24. Inoltre esiste anche l’app dedicata “1522” (disponibile sia sui sistemi iOS che Android)  attraverso cui si può chattare con le operatrici ricevendo informazioni e supporto in tutta sicurezza, onde evitare il rischio di essere ascoltate dai propri aggressori.

Infine, proprio in questi particolari giorni di emergenza coronavirus, la Polizia di Stato ha esteso la possibilità di utilizzare l’App YouPol (dal principio nata per permettere segnalazioni di spaccio e bullismo) anche per segnalare violenze domestiche. Questa può essere scaricata agevolmente dagli store Apple e Android e consente di mettersi immediatamente in contatto con il numero di emergenza 112, prevedendo la possibilità di inviare appositi messaggi (anche in forma anonima) e allegare immagini.

Il mio consiglio è quindi quello di non abbassare la guardia e denunciare le violenze subite anche e soprattutto in questo momento, solo così potremo evitare che questo nemico invisibile chiamato coronavirus possa lasciare cicatrici ancor più profonde sulla società del nostro tempo.

Avv.  Federica Candelise

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